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5. Eletzionis

5.1. Is eletzioni de su 1979, sa “Nuova sinistra sarda”

Il 1979 sul piano elettorale costituì per Dp in Sardegna un impegno gravoso. Si dovevano preparare le campagne elettorali per le elezioni politiche, europee e regionali.

Il primo appuntamento elettorale riguardava le elezioni politiche. Il Pdup-pc scelse di presentarsi da solo aprendo le sue liste al Mls.

Dp si presentò all’interno del Cartello elettorale della Nuova sinistra unita. In Sardegna Dps propose di utilizzare, per la Camera, il simbolo della Nsu (così da non disperdere voti), per il Senato il simbolo della Nuova sinistra sarda (non essendoci il problema del recupero dei resti).

Alla Camera, nella circoscrizione Cagliari-Sassari-Nuoro-Oristano, il capolista Pietro Muggiano raccolse 1.536 voti; seguirono Mariano Girau (1.509), Elisa Spano Nivola (1.371), Gabriella Del Fiacco (722(1)). La Nsu totalizzò in Sardegna 9.845 voti, pari all’ 1,06%.

Al Senato Dps si presentò col cartello della Nss. Venne candidato a Cagliari Eliseo Spiga che raccolse 1.570 voti (0,84 %), a Oristano G. Contu (744 voti), a Iglesias Pietro Muggiano (890 voti), a Nuoro Satta (1.092 voti), a Sassari Elisa Spano Nivola ( 953 voti) a Tempio Satta (263 voti). In totale i voti di lista al Senato furono 5.512 pari allo 0,73%. Mi sembra che politiche del 1979 e l’esperimento della Nsu rappresentarono un totale fallimento; in tutta Italia i consensi furono 294.462 pari allo 0,8%, la metà di quelli conseguiti da Dp alle elezioni del 1976(2).

Il 10 giugno si svolsero le elezioni europee dove si presentò nuovamente Democrazia proletaria che ottenne in Italia 252.342 voti (0,72%) e in Sardegna 6957 (0,8 %). Fu eletto Mario Capanna nella circoscrizione dell’ Italia Nord occidentale. Questo risollevò il morale dei militanti delusi dopo il disastro delle politiche.

L’ ultimo appuntamento elettorale del 1979 fu quello delle regionali che risentì della scissione del Pdup-pc e al direttivo di Oristano (nel marzo del 1979(3)) per la preparazione delle liste Pillai sostenne che il Pdup-pc doveva ormai essere escluso dal confronto(4). Francioni invece propose per Sassari la costituzione di un cartello elettorale che includesse, oltre a tutte le forze della Nuova sinistra, anche il Pdup(5). Canessa, d’accordo con Pillai sul Pdup-pc, chiuse anche ad un eventuale alleanza con Nazione sarda in quanto troppo “chiusa su posizioni localistiche(6)”. Dps, dopo un tentativo fallito miseramente di trovare un accordo con il Psd’Az di Mario Melis(7), decise di riproporre il cartello elettorale della Nuova sinistra sarda già presentato per il Senato. Il risultato raggiunto fu sensibilmente migliore. Si superarono i 10.000 voti (1,13%) ottenendo una piccola rivincita sul Pdup-pc che si fermò a 8589 (0,94%).

I candidati che raggiunsero il maggior numero di voti furono, a Cagliari, Vincenzo Pillai (1.183 voti), Eliseo Spiga (601 voti), Pietro Muggiano (482 voti), Elisa Spanu Nivola (416 voti), Andrea Angioni (379 voti), Pietrina Chessa (363 voti); a Nuoro Francesco Casula raggiunse 535 voti, a Sassari Federico Francioni ne raccolse 301 e infine a Oristano Michele Licheri totalizzò 150 preferenze. Altre candidature di rilievo furono quelle di Lulli Castaldi che già aveva affrontato le politiche del 3 giugno e di Piero Carta. Anche il Pdup presentava candidature di peso come Andrea Pubusa, Giovanni Marilotti, Antonio Pabis e Pietro Cruccas (della Flm) che aderì a Dps quando il Pdup-pc confluì nel Pci. Non si elesse nessun consigliere. L’ingresso in Regione sarebbe stato possibile soltanto chiudendo un’alleanza con il Pdup(8).

Il primo importante risultato elettorale Dps lo ottenne alle amministrative del 1980 che includevano anche il comune di Cagliari. Nell’ estate del 1980 Dps poteva così contare su 30 consiglieri comunali, ma la soddisfazione più grande fu quella dell’elezione a Cagliari di Franco Meloni.

La crisi di Dp italiana, legata anche al fatto di non avere rappresentanza parlamentare (ad eccezione che nel parlamento europeo), fu momentaneamente superata con le politiche del 1983 quando elesse ben sette deputati (542.039 voti, 1,47%)

I voti rispetto alle precedenti elezioni furono raddoppiati. Parte del successo elettorale fu, probabilmente, dovuto al fatto che il Pdup-pc confluì nel Pci dopo che la dirigenza sconfessò la linea del compromesso storico.

Anche in Sardegna il risultato fu buono; si superò la media nazionale (14.598 voti e l’1,51%). Il capolista alla Camera fu Gavino Piliu(9) (noto Bainzu), il professore universitario leader del Fis (Fronte indipendentista sardo) arrestato nel 1982 per cospirazione contro lo stato italiano in seguito alle accuse del pentito Felice Serpi. L’obiettivo di Dps era quello di far eleggere Piliu facendogli ottenere l’immunità parlamentare, la stessa operazione che che fecero i radicali con Enzo Tortora che però, a differenza di Piliu, riuscì ad essere eletto (Europee del 1984).

Nel marzo del 1984 Dps riesce ad ottenere il suo secondo sindaco(10). Piero Carta (noto Toscano), a 28 anni, fu eletto sindaco ad Austis dopo oltre sei mesi di gestione commissariale(11). Fu difficile trovare l’accordo col Pci che ugualmente rivendicava la carica. Alla fine prevalse Carta che compose un’ esecutivo guidato, oltre che da Dps, da Pci, indipendenti e Psd’Az. Le elezioni si erano tenute il 12 febbraio e Dps e Pci furono i partiti più votati. La Dc per problemi interni non presentò la lista e fece campagna per l’astensione, operazione che però non produsse gli effetti sperati(12).

Alle europee del 17 giugno 1984 Dp riuscì con 506.753 voti (l’ 1,44%) a rieleggere un deputato europeo(13). Andò a Strasburgo Emilio Molinari(14) che fece il suo ingresso nel gruppo Arcobaleno.

5.2. Is eletzionis arregionalis de su de 24 de lampadas 1984

Le elezioni regionali del giugno del 1984 furono certamente più difficili, di quelle 1979. Si rese necessario chiudere un’ alleanza elettorale con Sardigna e Libertade e Fis(15) aggirare la legge del Consiglio regionale fatta con un colpo di mano negli utlimi giorni della legislatura da Pci Dc Psd’az. Il provvedimento introduceva lo sbarramento del quoziente intero in almeno uno dei collegi quale condizione per poter utilizzare gli eventuali resti degli altri collegi nel collegio unico regionale. Questa legge costrinse anche il Prs (Partito radicale sardo) e Partito dei pensionati a presentarsi con la classica “bicicletta. Lo stesso fecero Pri e Pli che raggiunsero quasi 40.000 voti ed elessero 3 consiglieri.

I capilista per Dps furono Piliu (agli arresti domiciliari da 10 mesi) a Sassari e Oristano, Franecsco Casula a Cagliari, Paolo Pisu a Nuoro(16).

Dps si presentava, quindi, da sola con liste aperte a Sl e al Fis. Probabilmente pensava di pescare voti dal bacino elettorale ex Pdup-pc, visto che i suoi dirigenti erano confluiti nel Pci e fra gli elettori del Psd’az, la cui proposta nazionalitaria sembrava sempre meno convincente. Si decise addirittura di fare un appello agli elettori del Pdup delusi dalla linea del reingresso nelle file comuniste(17). Il risultato però non fu quello sperato e successe paradossalmente l’inverso. I voti in assoluto diminuirono rispetto agli oltre 10.000 del 1979 e la percentuale fu dello 0,94%. A incassare furono, come al solito, il Pci e il Psd’Az che fece il pieno raggiungendo il miglior risultato della sua storia con 136.720 voti, il 13,8 delle preferenze e 12 consiglieri eletti.

Nel 1985(18) si rinnova il Consiglio comunale a Onifai e clamorosamente Dps non si presenta. Loche che nel corso della precedente legislatura era stato sindaco di minoranza (poteva contare su sette consiglieri mentre la Dc nonostante ne avesse otto non riusciva a fare opposizione perchè lacerata da conflitti interni(19)) si tirò indietro anche per via dell’età avanzata.

Anche le comunali di Baunei, che si svolsero nella primavera del 1985, per Dps vanno bene. Ne vien fuori però un Consiglio comunale che da la fiducia a una Giunta composita composta oltre che da Dps, da Psd’Az, Psi, Pci e Dc con all’opposizione soltanto il Psdi(20). La sezione locale di Dps giustificava l’operazione col fatto che c’erano da risolvere unitariamente importanti problemi di interesse collettivo(21). Pasquale Zucca che nella Giunta precedente fu sindaco in quota Dps passò all’assessorato all’ambiente. La dirigenza di Dps però non avvallò mai questa alleanza(22).

Nel novembre ad avere problemi è il comune di Austis. Piero Carta si trova a dover fronteggiare una crisi di Giunta che viene risolta con l’estromissione del Pci. Carta viene riconfermato sindaco (al momento era il solo rimasto iscritto a Dps) di una giunta formata da sardisti e indipendenti. Le critiche al Pci erano pesanti. I comunisti, secondo Carta, rappresentavano un ostacolo all’attività della Giunta; il loro contributo in quegli anni fu del tutto insufficiente per mancanza di proposte e ripetute assenze.

5.3. Is politigas de su 1987

Le politiche del giugno del 1987 rappresentarono per Dps un arretramento rispetto alle precedenti elezioni mentre, in generale, Dp aumentò notevolmente con i consensi incassando 641.901 voti (l’ 1,66%) eleggendo ben otto deputati e un senatore, certamente il miglior risultato di sempre(23)

Democrazia proletaria prese alla Camera, nel collegio sardo 13.148 (1,27), 5.947 (1,24%) a Cagliari; 2.924 voti (1,03) a Sassari; 3.455 voti (2,02) a Nuoro; 822 voti (0,81) a Oristano. I candidati più votati furono: Lulli Castaldi (1.935 voti) Pierina Chessa (1.360 voti), Wanda Maria Piras (1.167 voti), Teresa Sau (1.149 voti), Pasquale Zucca (1.110 voti), Paolo Pisu (730 voti(24)).

Al Senato si ottenne una percentuale migliore con 12.863 voti (1,53%): a Cagliari 4.236 (1,99%); a Oristano 1.217 (0,97%); a Iglesias 1.999 (1,58%); a Nuoro 2.845 (2,04%); a Tempio – Ozieri 784 (0,79%) a Sassari 1.782 (1,30%).

5.4. S’ambientalismu

Con il grande successo nell’opinione pubblica delle tematiche ambientaliste dovuto anche alla vittoria referendaria contro il nucleare, si costituì all’ interno di Dp italiana un’area verde che in occasione del sesto congresso elaborò un documento alternativo rispetto a quello della segreteria(25); il principale sostenitore fu Edo Ronchi. Il dibattito si sviluppò anche in Sardegna e nell’ aprile 1988 la lista Arcobaleno, frutto dell’alleanza tra Dps, Partito radicale e Verdi, partecipa alle elezioni comunali di Porto Torres(26). Il Psd’Az passò dai 2.346 voti del 1983 (19,8%) ai 2099 del 1988 (16,4%) perdendo oltre tre punti in percentuale e un seggio in Consiglio. A guadagnare terreno furono Dc e Psi. La lista Arcobaleno con 474 voti e il 3,7% elesse un consigliere, Lorenzo Scano; il programma ambientalista, che puntava sullo smantellamento della centrale Enel di Fiumesanto aveva, evidentemente, impressionato l’elettorato.

5.5. Is eletzionis arregionalis de su 1989

Come in Dp, il dibattito del rapporto con i Verdi, di cui abbiamo detto, caratterizzò anche il confronto interno a Dps in vista delle elezioni regionali del 1989, con la complicazione che in Sardegna alcuni preferivano privilegiare il rapporto col Psd’az. Lo scontro diventò violentissimo durante l’assemblea dei delegati del 5 febbraio 1989. Le posizioni in campo erano quattro: Pisu proponeva di candidare i compagni di Dps in liste di movimento col simbolo del Sole che ride, Zucca proponeva di candidarsi nelle liste del Psd’Az, Demurtas optava per presentarsi da soli (come Dps) e Ladu sosteneva di non presentarsi affatto. Al termine del dibattito furono presentate alla votazione tre mozioni perchè la mozione Ladu confluì in quella di Demurtas (presertarsi come Dps). A questo punto entrò in gioco Canessa proponendo una mediazione tra Demurtas e Pillai che fu rifiutata. Canessa allora concordò con la presidenza il diritto di presentare una sua mozione dopo il voto sulle altre. Molti delegati però non compresero queste operazioni e il caos divenne generale e Manunza mettendo ai voti una mozione d’ordine ottenne il ritorno alla situazione precedente. Dopo una breve fase di interlocuzione tra i presentatori delle mozioni Canessa ripresentò la sua mozione mentre Pillai e Demurtas ritirano la loro. La manovra era tesa ad emarginare la componente filosardista di Zucca che per evitare una sconfitta certa abbandona l’assemblea senza però ritirare la mozione. A questo punto si mettono in votazione due mozioni: una presentata da Canessa(27) e una firmata da Pisu e Pillai(28). Quella di Canessa escludeva qualsiasi possibilità di candidarsi nelle liste di partiti che in quegli anni avevano amministrato in Regione rendendosi responsabili dei guasti della politica sarda (il riferimento al Psd’Az era implicito) e chiedeva la possibilità di verificare sia un’ intesa con il Sole che ride, sia una presenza autonoma di Dps. La mozione Pisu-Pillai oltre a ribadire l’inopportunità di presentarsi con partiti che erano stati in Giunta rendendosi responsabili di leggi elettorali liberticide, propendeva per una lista di movimento sulla quale avrebbe comunque dovuto pronunciarsi l’assemblea nazionale. A questa mozione andarono 25 voti, a quella di Canessa 18, 4 astenuti e 1 contrario ad ambedue le mozioni(29); Il documento di Zucca non fu messo in votazione(30).

5.6. Sa scissioni de is federatzionis de Nuoro e Ogliastra

Il partito era irrimediabilmente spaccato e gli effetti politici dell’assemblea del 5 febbraio si manifestarono a ridosso delle elezioni regionali dell’ 11 giugno. La componente firmataria del documento Zucca portò comunque avanti la linea dell’alleanza col Psd’Az presentando nelle liste sardiste candidati di Dps e annunciando alla stampa che era stato stipulato un accordo. La smentita arrivò dalla segreteria nazionale mediante un comunicato stampa dove si sosteneva che non c’erano stati né incontri nè accordi elettorali con i sardisti(31). Corsero comunque sotto lo stemma dei quattro mori a Cagliari: Pinuccio Sciola, Pietrina Chessa, Ornella Pintus(32); a Nuoro: Vincenzo Demontis, Antonio Pireddu, Pasquale Zucca. I candidati demoproletari che si presentarono a Cagliari nelle liste del Sole che ride furono: Gisella Trincas, Giuseppe Andreozzi, Paola Bertolucci, Elisa Spanu Nivola, Andrea Olla; a Sassari: Salvatore Fancellu, Maurizio Piras; a Nuoro: Nanni Marras, Giuseppe Mariano Delogu.

La lista Verde (anche per la concorrenza di altre liste simili) non raggiunse il quorum per eleggere un consigliere mentre nessuno dei candidati di Dps nel Psd’Az (che ebbe 10 seggi) fu eletto.

Subito dopo le elezioni gli iscritti delle federazioni di Nuoro e Ogliastra, guidati da Demurtas e Ciriaco Davoli, fondarono una federazione di Dp autonoma da Dps chiedendo di essere tesserati al partito italiano che, nel rispetto del patto federativo, rispose:

Cari compagni, a seguito della vostra richiesta di tesseramento a Dp italiana e di poter disporre del simbolo per le prossime elezioni comunali, la Segreteria Nazionale di Dp italiana valuta come estremamente preoccupante la situazione determinatasi in Sardegna, al limite della dispersione di un patrimonio, di una storia di idee e di militanti che in tutti questi anni, pur a fronte di innegabili limiti, si è riusciti a far vivere. La Segreteria Nazionale di Dp italiana ritiene impraticabile , proprio sul piano politico, la richiesta di consentire l’esistenza di due partiti paralleli in Sardegna, di ui sfuggirebbe il senso (più ancora che a noi agli interlocutori sociali a cui ci rivolgiamo), richiamandosi ambedue al medesimo progetto(33).

La spaccatura in Dps era però, ormai, insanabile; dopo le Europee, ultimo appuntamento elettorale del 1989 dove Dps contribuì all’elezione di Eugenio MELANDRI (che andò nel Gruppo verde europeo) si avviò una fase di profondo dibattito nel partito che portò al congresso del 6-7 gennaio 199034,definito di rifondazione.

NOTE

1. Seguirono Federico Francioni (526 voti), Massimo Badas (525 voti), Esmeralda Loi (511 voti), Luisa Salis (494 voti), Salvatore Ciusa (330 voti), Giommaria Moro (293 voti), Luigi Caboi (282 voti), Vanni Tola (273 voti) Angelo Busalla (271 voti), Michele Licheri (266 voti) Salvatore Pitzalis (253 voti) Gavino Satta (228 voti) Ferdinando Floris (191 voti).

2. Il Pdup-pc riuscì con 502.247 voti (1,37%) ad eleggere 6 deputati.

3. Paolo Pisu, appunti manoscritti, Direttivo nazionale del 26 marzo 1979, fasc. “Direzioni nazionali 1977-1991”.

4. Ibidem.

5. Ibidem.

6. Ibidem.

7. Intervista a Mario Canessa del 4 dicembre 2011.

8. Il quorum per l’elezione del consigliere scattò per il Pli, 17.973 voti (meno della somma dei voti di Dps e Pdup).

9. Questi furono i risultati alla Camera: Bainzu Piliu (4.776 voti), Francesco Casula (1.818 voti), Paolo Pisu (1.195 voti) Graziano Bullegas (731 voti), Mario Canessa (727 voti), Lulli Castaldi (714 voti), Franco Meloni (713 voti), Domenico Sanna (541 voti), Salvatore Cocco (497 voti) Salvatore Ciusa (375 voti) Alfonso Murgia (309 voti), Nicolino Loche (268 voti) Antonio Contini (249 voti) Piero Lapia (239 voti), Gisella Trincas (236 voti), Lorenzo Scalia (204 voti) Edoardo Trucchi (184 voti), Efisio Serra (163 voti). Al Senato i voti per Dp furono in Italia 327.750 (1,05%). Dps in Sardegna non presentò liste.

10. Il primo fu Giovannantonio Loche, noto Totoi, da qualche anno primo cittadino a Onifai.

11. “L’Unione sarda”, 12 marzo 1984.

12. Si stabilì che il capolista da candidare nel collegio dell’ Italia insulare dovesse essere sardo. Paolo Pisu, Direzione nazionale del 16 marzo 1984, appunti manoscritti, “Archivio Dps”, fasc. “Direzioni nazionali 1977 – 1991”.

13. “La Nuova Sardegna”, 13 marzo 1984.

14. Molinari restò in carica fino al 2 settembre del 1985 quando fu sostituito da Alberto Tridente che restò in carica fino al 1989.

15. “La Nuova Sardegna” ,22 maggio 1984.

16. A Nuoro Angelo Caria, qualche giorno prima, era dato per capolista. Cfr. “La Nuova Sardegna” , 22, 24, 30 maggio 1984.

17. Paolo Pisu, Direzione nazionale 6 maggio 1984, appunti manoscritti, “Archivio Dps”, Fasc. “Direzioni nazionali 1978-1991”.

18. Proprio nel 1985, per un breve periodo, Dps ebbe ben tre sindaci: Totoi Loche a Onifai, Pasquale Zucca a Baunei, Piero Carta ad Austis.

19. “La Nuova Sardegna”, 26 aprile 1985.

20. “L’Unione sarda” 23 agosto 1985.

21. Gli interessi di carattere collettivo erano nella fattispecie l’ampliamento del piano regolatore approvato nel 1978.

22. Intervista a Paolo Pisu del 10 novembre 2011, cit.

23. Tra Camera e Senato, come abbiamo già detto gli eletti furono nove. Capanna propose alla direzione nazionale mediante il consueto meccanismo delle dimissioni opzionali di fare eleggere, al Senato, Guido Pollice (primo dei non eletti in Lombardia) e alla Camera Gaspare Nuccio (primo dei non eletti a Palermo). La proposta fu accolta parzialmente e Capanna fu costretto ad optare per il collegio di Palermo lasciando spazio a Luigi Cipriani, ex Ao, primo dei non eletti nel collegio Milano-Pavia, generando le proteste dei dirigenti siciliani. La segreteria provinciale di Palermo in una lettera alla segreteria nazionale di Dp accusa il partito di Milano-centrismo. Cfr. “Archivio Dps”, fasc. “Circolari”.

24. Seguivano: Nanni Marras (673 voti), Salvatore Ciusa (630 voti) Mario Canessa (514 voti), Vincenzo Pillai (474 voti), Marco Pili (257 voti) Andrea Olla (252 voti), Angelo Lombardo (231 voti) Maurizio Piras (212 voti), Giovanni Paddeu (193 voti).

25. Documento congressuale dei cento, pubblicato come supplemento al Notiziario Dp n. 12 del 25 marzo 1988 in occasione del VI congresso nazionale di Dp di Riva del Garda, 4-8-maggio 1988.

26. I candidati demoproletari sono: Luigi Pittalis, Gavino Canu, Claudio Costantino Carta, Antonio Fiori, Giovanni Masia, Annalisa Ruggiu, Pinuccio Vacca.

27. Assemblea dei delegati, Cagliari 10 febbraio 1989, “Archivio Dps”, fasc. “Direzione nazionale”.

28. Ibidem

29. Ibidem

30. Abbandonano l’assemblea: Ledda, Zicarelli, Crovi, A. Manunza, Congia, Giacomo Meloni, Pasquale Zucca, Licheri, Pierina Chessa, P. Manunza.

31.Comunicato stampa del 22 aprile 1989, “Archivio Dps”, fasc. “Comunicati 1981-1991”.

32. Pietrina Chessa e Ornella Pintus ritennero opportuno giustificare la loro candidatura nelle liste del Psd’Az con un documento dove si ritenne impossibile accettare le imposizioni di un gruppo dirigente sconfessato che pur di realizzare una lista verde spuria e ambigua non ha esitato ad annullarsi come partito rinunciando alla propria identitàà politica. In realtà, però, nessun gruppo dirigente è maiPs. Leggi la Nuova di oggi..cronaca di Ozieri. Il Bellu parla in modo stizzito di noi, di me, parla di giovani forti e coraggiosi come lui……. non le avevamo gia’ sentite queste cose nel famoso ventennio? stato sconfessato o destituito. Cfr “La Nuova Sardegna”, 21 aprile 1989; cfr anche “La Nuova Sardegna”, Nelle liste del Psd’Az i candidati di Dps, 21 aprile 1989. Anche Eliseo Spiga di Nazione sarda, che aveva rotto col Psd’Az, ed era stato capolista al Senato con la Nss (1979) fu candidato nel Psd’az e lasciò la direzione della Css.

33. Lettera della Direzione nazionale del 19 ottobre 1989, “Archivio Dps”, fasc. “Lettere 1978-1991”.

34. Congresso di rifondazione di Dps, 6-7 gennaio 1990.

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