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Piero Carta

Cumenti ses intrau in Democrazia proletaria sarda?

Prima che si strutturasse Dp in Sardegna e poi Dps, io facevo parte della sezione sarda di Avanguardia operaia. Eravamo un gruppo di giovani militanti che facevano attività politica nel Mandrolisai. Il nostro gruppo di Ao era fra i più importanti della Sardegna insieme a quello sassarese di Federico Francioni che portava l’esperienza di questo piccolo partito rivoluzionario dal continente. Fu Ao a porre per prima, tra le organizzazioni della sinistra rivoluzionaria la questione della specificità della Sardegna nell’ indifferenza o nell’ironia delle altre forze (Lc e Manifesto). Partecipai alla costituente di Dp in Sardegna nel 1978, ho partecipato al movimento del 77 col collettivo studentesco universitario di Democrazia proletaria. Prima ancora collaboravamo con le altre componenti che costituirono Dp come il Mpl di Livio Labor rappresentato in Sardegna da Mariano Girau e Lully Castaldi, con il Pdup, con i circoli di Città Quartiere e nei comitati dove militavano i compagni di tutte le aree della sinistra.

Cali funt is esperientzias chi giudicas prus de importu?

Prima di tutto la partecipazione alle lotte degli studenti e l’attività politica ad Austis.

Per me ha avuto grande importanza il congresso costitutivo di Dps all’ Enalc Hotel (attualmente la sede dell’ assessorato regionale al lavoro) nel 1981. Quello è stato il punto di partenza per l’attivazione della nostra linea politica e programmatica e un momento fondamentale per discutere le basi dei nostri principi a livello teorico.

Partecipai inoltre al convegno della federazione unitaria regionale di Cgil Cisl e Uil che si tenne a Orgosolo il 22 gennaio del 1982. Era un’ occasione importante perchè Dps aveva poco più che un mese di vita e fui mandato a rappresentare il partito e a portare il nostro punto di vista. Criticai duramente la politica democristiana dei Piani di Rinascita responsabili di aver introdotto in Sardegna un modello di sviluppo di tipo coloniale e di aver devastato la nostra economia. Proponevamo allora un modo alternativo di gestione delle terre pubbliche, ponevamo un tema che sarebbe diventato centrale molti anni dopo e cioè la valorizzazione delle risorse locali nella logica dello sviluppo auto centrato e della valorizzazione dei BENI COMUNI.

Certamente però il risultato più rilevante è stato la nostra esperienza amministrativa ad Austis.

Chistiona de-i custa esperientzia.

Fui eletto sindaco nel 1984 dopo esser stato diversi anni consigliere di opposizione. Dopo mesi di gestione commissariale e un lungo braccio di ferro con il Pci riuscì divenire primo cittadino. Facendo una giunta con Pci e Psd’az. In seguito, nel 1986, rompemmo col Pci e feci una giunta monocolore, con soli esponenti di Dps. Oltre ad Austis Dps aveva eletto un sindaco ad Onifai (Totoi Loche) e a Baunei (Pasquale Zucca).

Cali funt is cosa prus de importu chi eis fatu?

Noi avevamo una concezione politica lontana da quella che allora veniva teorizzata dal Pci, maggiore sponsor della linea dell’ Eur. Pensavamo invece che alla politica dei due tempi si potesse sostituire la politica della contemporaneità. Nonostante avessimo trovato il Comune disastrato sul piano economico (oltre che su quello politico e amministrativo) pensammo che non sarebbe stato opportuno tagliare i servizi pubblici che con immensi sforzi riuscimmo, ugualmente, a garantire.

In ita manera?

Amministrando seriamente e impegnandoci nello svolgimento delle nostre funzioni politiche e di rappresentanza. Introducemmo l’idea dei consigli comunali aperti per dare modo ai cittadini e alle parti sociali di discutere tra loro, concertammo con la popolazione le scelte di maggiore importanza come ad esempio gli espropri che si dovevano fare per la costruzione del depuratore (vecchio e mal funzionante). Inoltre aprimmo un centro culturale polivalente(1), rifacemmo le condotte idriche e le fogne, attivammo servizi bibliotecari e sale pubbliche per favorire l’aggregazione sociale. Lanciammo diverse iniziative ecologiste come “Austis paese pulito”. A questa manifestazione parteciparono centinaia di persone, un gran risultato se si pensa che Austis era un comune con poco più di mille abitanti. Abbiamo inoltre condotto numerose lotte per il diritto allo studio, per la nazione palestinese, per i beni comuni. Abbiamo cercato di affrontare infine i problemi che hanno flagellato e che tuttora flagellano il nostro paese come lo spopolamento e il malessere sociale in gran parte causato dalla disoccupazione che ci colpì con la crisi del polo industriale di Ottana.

Penso ancora oggi che per amministrare un paese occorra sognare in grande e contemporaneamente essere pragmatici, vale a dire avere delle idee chiare e realizzarle a piccoli passi. Serve però una grande capacità di ascolto, molto spesso la vera sofferenza è silenziosa, non grida, l’amministratore deve essere capace di individuarla, deve cercare di intervenire con atti amministrativi, ma anche con la solidarietà umana. Un sindaco non può essere un alieno, molto spesso i politici lo sono.

Ita ndi pentzas de sa batalla contras a su Parcu de su Gennargentu?

Nel partito ci fu uno scontro duro tra due importanti dirigenti che erano Nanni Marras (a favore del Parco) e Pasquale Zucca (contrario). Io ho collaborato politicamente con Nanni in occasione di molte battaglie. La realtà di alcuni parchi ci dimostra oggi che alcune argomentazioni di Pasquale Zucca erano fondate.

Il problema è collegare l’esigenza di lavoro e di sviluppo con l’obbligo di rispettare l’ambiente. Allora si pensava al Parco, oggi credo che sia necessario pensare ad altro.

Va bene il valore dell’ambiente, ma le persone devono anche poter svolgere le loro attività economiche, attività che con l’attivazione dell’ Ente parco erano messe seriamente in discussione.

Ita t’ arregordas de Mario Melis?

É stato certamente un personaggio politico di grande spessore. Ricordo che in occasione dell’inaugurazione della strada che collegava Austis a Nugheddu Santa Vittoria, Melis fu invitato e venne. Lo conoscevano tutti e lui conosceva tutti, non so quante mani ha stretto il giorno!

Segundu tui est stetia una cosa bona a sciolli Dps?

In quel momento pareva veramente difficile proseguire la strada da soli. La parola d’ordine prevalente era quella dell’unità dei comunisti, sarebbe stato arduo andare controcorrente.

Note

(1) Il centro fu dedicato a Francesco Curreli, eroe partigiano di Austis che partecipò all’attentato di via Rasella.

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