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4. Strutura

4.1. Is federatzionis territorialis

Dps aveva una struttura molto articolata ed era presente, anche se non in maniera uniforme, in tutto il territorio sardo. Oltre alle federazioni corrispondenti alle province amministrative di Cagliari, Sassari, Oristano e Nuoro, erano state create le sottofederazioni territoriali del Sarcidano del Mandrolisai, dell’ Ogliastra e del Sulcis così da connettersi meglio alle realtà locali che avevano patrimoni culturali ed etno-storici condivisi,carateristici della nazione sarda. Con ciò si voleva evidenziare che le province storiche della Sardegna erano ben altra cosa rispetto alle province amministrative. Quindi se in una provincia storica era presente un gruppo consistente di iscritti era possibile costituire una federazione territoriale, diversamente il punto di riferimento rimaneva la federazione provinciale più vicina.

Questa pratica consentiva inoltre di avere direzioni politiche che conoscevano realmente i problemi dei territori e gli attivisti si sentivano maggiormente rappresentati dai loro organismi dirigenti e con maggiore senso di responsabilità proprio per l’autonomia di cui godevano. Questa articolazione rappresentava sostanzialmente la scelta generale che Dps faceva per non ripetere i modelli organizzativi che caratterizzavano la maggior parte delle nazioni colonizzate(1).

4.1.1. Mandrolisai – Barbagia

La federazione del Mandrolisai era tra le più forti(2). Luigi Todde, Nanni Marras e, di provenienza Psiup, Giovanni Antonio Mattu e Gavino Porcu (attuale sindaco di Lula), Piero e Francesco Carta il primo sindaco e il secondo assessore ad Austis (entrambi ex Ao) ne erano i principali rappresentanti. Il centro politico operativo era Sorgono nel cui liceo avevano insegnato dal 1970 al 1975 Littarru, Del Fiacco e Pillai 4.1.5. Sulcise dove confluivano studenti di tutti i paesi viciniori nei quali i tre insegnanti avevano avviato l’attività di circoli cultural-politici in contatto con la Società Umanitaria per avere films da proiettare e discutere. Fortissimi a Sorgono (ma generalmente in tutto il Mandrolisai e il Sarcidano) erano stati i contrasti con il Pci. I dirigenti di Dps venivano attaccati a volte in maniera piuttosto pesante con accuse infamanti, minacce, pressioni nei luoghi di lavoro(3). Oltre alle attività di lotta praticate principalmente nel polo di Ottana e alla diga del Taloro l’esperienza istituzionale più importante fu certamente quella legata attività amministrativa nel comune di Austis dal 1981 al 1989.

4.1.2. Sarcidano

La federazione del Sarcidano era la più grande, aveva quasi cinquanta iscritti e poteva contare su numerosi attivisti e simpatizzanti che frequentavano le riunioni e le assemblee, partecipavano alle iniziative politiche, ricevevano i periodici del partito sardo e di quello italiano. La maggior parte dei militanti veniva dall’esperienza politica della sezione comunista autonoma di Funtana Figus, nata a Laconi nel 1974. La federazione aveva un periodico dattiloscritto, “Su Sarcidanu”, suddiviso in due parti: la prima era dedicata ad articoli e commenti di militanti e simpatizzanti, la seconda conteneva invece una rassegna stampa con le notizie dei maggiori quotidiani sardi e italiani.

Il periodico aveva inoltre la funzione di informare gli iscritti riguardo a quello che accadeva all’interno del partito (sia quello sardo che quello italiano).

Nella federazione era presente anche un comitato zonale che operava nella Barbagia di Seulo e aveva rapporti organici con i comitati zonali del Pci, del Psi e del Psd’Az. Il progetto politico del comitato era principalmente quello della costruzione di un vasto movimento popolare che ponesse al centro il problema dello sviluppo delle zone interne per il rafforzamento della sinistra e l’opposizione alla Dc.

Il Sarcidano aveva un grande peso politico; non a caso ha per tanti anni espresso il segretario nazionale e contribuito in maniera attiva all’elaborazione della linea teorica e politica del partito conducendo in prima linea le più importanti battaglie degli anni Ottanta.

4.1.3. Sassari

La federazione di Sassari, ruotava intorno alle attive sezioni di Porto Torres e di Ittiri che contavano una trentina di iscritti provenienti principalmente dal Pdup. Nella città di Sassari invece era presente un gruppo con Federico Francioni che portava l’esperienza torinese di Avanguardia operaia. La stessa Avanguardia operaia era presente a Sorgono, nel Mandrolisai, e già da prima del 1978 aveva iniziato a studiare la questione della lingua sarda(4) e a praticare politiche di carattere “nazionalitario”.

Nel 1988 nacque la sezione di “La Maddalena”, composta prevalentemente da giovani che avevano dato il loro contributo durante la campagna referendaria contro la base militare di La Maddalena appoggiata oltre che da Dps e da altri partiti della sinistra sarda da numerosi movimenti ecopacifisti(5).

4.1.4. Ogliastra e Nuoro

La federazione dell’ Ogliastra aveva giocato nel corso degli anni ottanta un ruolo importante nelle vertenze relative alla cartiera di Arbatax, all’ Intermare e nella lotta contro il Parco del Gennargentu che, secondo i dirigenti demoproletari ogliastrini, veniva imposto sulla testa dei sardi senza il consenso della popolazione. Poteva contare su una trentina di iscritti e su una importante rappresentanza istituzionale: Pasquale Zucca fu nel 1985 sindaco di Baunei e, in seguito, per diversi anni, assessore all’ambiente ed in rotta di collisione con Nanni Marras che ne criticava le scelte anti-ambientaliste(6).

La federazione di Nuoro (15 iscritti) operava, oltre che nel capoluogo, nell’importante polo industriale di Ottana e aveva rapporti di stretta collaborazione con le sezioni ogliastrine.

Come vedremo in seguito saranno queste due federazioni a operare nel 1989 una scissione da Dps, non riconoscendo più i principi del il patto federativo e chiedendo l’iscrizione a Dp italiana; Davoli sarà eletto nel 1990 consigliere comunale a Nuoro(7).

4.1.5. Sulcis

I militanti del Sulcis erano attivi principalmente nei poli industriali di Portoscuso, di Portovesme e nel bacino minerario dell’ Iglesiente. Importanti lotte furono condotte per la difesa dei posti di lavoro con la partecipazione dei giovani fratelli Macrì e contro il grave inquinamento da piombo in tutta l’area sud occidentale della Sardegna (molti casi di saturnismo tra la popolazione). La segretaria Pietrina Chessa, nel 1989, a seguito della lacerante discussione su come presentarsi alle elezioni regionali(9), scelse di candidarsi nelle liste del Psd’Az.

4.1.6. Oristano

La federazione di Oristano, nella cui provincia la Dc aveva la maggioranza assoluta, era la più piccola (non superava i dieci iscritti) per numero di quadri e di militanti. Riusciva tuttavia a raccogliere in occasione dei vari appuntamenti elettorali numerosi consensi grazie anche alle varie lotte condotte nel territorio. Una delle più importanti fu quella contro la costruzione di una carbocentrale a Cirras.

Questa operazione, che rappresentava da parte dello Stato il solito tentativo di imporre modelli di sviluppo non funzionali all’economia sarda, fu combattuta con la diffusione di manifesti volantini e dossier(10).

4.1.7. Cagliari

La federazione di Cagliari era una delle più grandi e importanti, su cui pesavano in gran parte anche le iniziative di carattere regionale per l’importanza che la città aveva in occasione di lotte sindacali e di iniziative politiche nei confronti dell’istituto regionale. Non ha mai superato i cento iscritti (quasi tutti provenienti da Mpl-Pdup-pc) e, a differenza delle altre federazioni la maggior parte dei suoi iscritti proveniva dal mondo della scuola e della pubblica amministrazione.

A Cagliari, in via Donizzetti, si trovava la sede della segreteria nazionale che prima della fondazione di Dp italiana apparteneva al Movimento politico dei lavoratori dalla cui esperienza proveniva Franco meloni eletto alle ccomunali nel 1980.

4.2. Sa segreteria

Anche Dps (come Dp italiana) decise inizialmente di eleggere una segreteria collegiale. La scelta era coerente con lo spirito del partito che promuoveva per la formazione delle decisioni la massima collegialità ma rispondeva anche ad esigenze di carattere organizzativo perchè consentiva di fare riunioni di segreteria più frequentemente senza che fosse necessaria la presenza dello stesso segretario(11). Nel gennaio del 1982, un mese dopo il congresso di fondazione, il direttivo nazionale elesse la prima segreteria nazionale; ne facevano parte Francesco Casula, Licia Lisei, Paolo Pisu e Vanni Tola, a pari titolo per sottolinearne la caratteristica di collegialità. Ma nel dicembre del 1983 si decise di cambiare formula e di passare all’ elezione di un segretario: Mario Canessa con una segreteria composta da Piero Carta, Mariano Girau, Francesco Casula e Paolo Pisu.

Un mese dopo (gennaio 1984) Paolo Pisu sostituì Mario Canessa mantenendo l’incarico fino al 1991.

Fecero parte della segreteria nel corso degli anni anche: Piero Manunza, Pasquale Zucca, Andrea Olla e Vincenzo Pillai (il cui impegno era soprattutto nel sindacato per l’ organizzazione della componente di sinistra nella Cgil(12)).

L’attività politica del partito era strutturata inoltre in dipartimenti il cui numero le caratteristiche e la composizione erano stabiliti dalla direzione nazionale e dai congressi. I dipartimenti avevano il compito di studiare e affrontare problemi specifici proponendo interventi politici adeguati.

L’attività dei dipartimenti doveva svolgersi di concerto con la segreteria che coordinava il lavoro politico e doveva essere verificata dalla direzione nazionale.

NOTE

1. Intervista a Paolo Pisu del 10 novembre 2011, cit.

2. Ibidem.

3. Vincenzo Pillai in un intervista del 4 dicembre 2011 riferisce che il Pci di Sorgono, non avendo mai tollerato le formazioni rivoluzionarie che stavano alla sua sinistra, lo accusava di essere una spia al soldo dei servizi segreti israeliani, una volta era addirittura apparsa una scritta sui muri del paese che diceva “Pillai morirai”. Paolo Pisu aveva invece subito all’ Enel, dove lavorava, forti pressioni tanto da essere minacciato, da importanti dirigenti del Pci, di licenziamento. Intervista a Paolo Pisu del 10 novembre 2011.

4. E’ presente nella biblioteca universitaria di Cagliari un esemplare dattiloscritto di Avanguardia operaia intitolato Avanguardia operaia sulla lingua sarda. Purtroppo l’anno è sconosciuto ma risale certamente a prima dell’ aprile del 1978 in cui si fece il congresso costitutivo di Dp.

5. Al Comitato aderiscono Dpsarda, Federazione de sa gioventude sardista, Federazione giovanile comunista italiana, Associazione per la pace, Associazione radicali sardi, Federazione giovanile socialista, Gioventù aclista, Lega per l’ambiente, Partito comunista italiano, Partito sardo d’ azione. Cfr. anche il capitolo dedicato al referendum contro la base militare di La Maddalena (che uscirà a breve).

6. Cfr. il paragrafo dedicato alla lotta contro il Parco del Gennargentu.

7. Nel giugno del 1989 le federazioni di Nuoro e dell’ Ogliastra uscirono da Dps e chiesero l’iscrizione a Dp italiana.

8. Data la ricchezza delle iniziative e del dibattito politico in quel territorio completeremo questo paragrafo con documentazione e interviste.

9. Cfr. il capitolo “Elezioni”.

10. Nel 1982 (in occasione della lotta contro la carbocentrale di Cirras) fu pubblicato dai militanti oristanesi un interessante documento intitolato DiPiù. “Archivio Dps” fasc. “Federazioni”.

11. Intervista a Paolo Pisu del 10 novembre 2011.

12. Ibidem.

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